{"id":1118,"date":"2019-07-18T13:20:47","date_gmt":"2019-07-18T11:20:47","guid":{"rendered":"https:\/\/pietrozanantoni.it\/?p=1118"},"modified":"2019-07-18T13:20:47","modified_gmt":"2019-07-18T11:20:47","slug":"ieri-berlusconi-oggi-salvini-nellitalia-della-palude-non-basta-il-consenso-servono-coraggio-e-lungimiranza-per-cambiare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pietrozanantoni.it\/?p=1118","title":{"rendered":"Ieri Berlusconi, oggi Salvini: nell\u2019Italia della palude non basta il consenso, servono coraggio e lungimiranza per cambiare"},"content":{"rendered":"<p>Non possiamo fare nostra la celebre frase \u201cgovernare gli italiani non \u00e8 difficile, \u00e8 inutile\u201d, attribuita tanto a Giovanni Giolitti quanto a Benito Mussolini. Perch\u00e9 altrimenti dovremmo smettere di interessarci alle vicende politiche di questo Paese e lasciare perdere qualsiasi auspicio per il futuro. Non avrebbe senso continuare a consumare ulteriori energie. Pur nella consapevolezza di tante difficolt\u00e0, guai a spegnere la fiammella della speranza. \u00c8 evidente tuttavia come, almeno dal 1994 ad oggi, si sia sempre rivelato piuttosto arduo, a livello politico nazionale, passare dalle parole ai fatti, decidere ed incidere, e lasciare infine, al termine di un\u2019esperienza governativa, cambiamenti significativi e duraturi. Questa cronica difficolt\u00e0 ha pesato enormemente sulla vita, e sulla morte, dei governi di centrodestra, impedendo di fatto l\u2019apertura a riforme di stampo liberale. <\/p>\n<p>L\u2019immobilismo italico ha segnato soprattutto la sorte del vecchio centrodestra a trazione berlusconiana, perch\u00e9 quella coalizione, almeno a parole, voleva la \u201crivoluzione liberale\u201d, mentre Pd e centrosinistra si trovavano, e si trovano, a loro perfetto agio con lo status-quo imperante nel Belpaese. Onestamente, molti fallimenti del berlusconismo sono da addebitare allo stesso Berlusconi e ad una parte di classe dirigente forzista. Pochi anni dopo la leggendaria discesa in campo furono compiute scelte precise attraverso la progressiva emarginazione dei riformatori e dei liberali delle origini, e la promozione di eredi della Dc e del Psi. Con altrettanta onest\u00e0 intellettuale, bisogna per\u00f2 ricordare come tutte le istanze di innovazione del centrodestra venissero sistematicamente frenate da quel blocco di poteri e di caste da sempre ostile ad ogni cambiamento in Italia. Berlusconi macinava voti, ma il Quirinale, in particolare con l\u2019avvento di Giorgio Napolitano, remava quasi sempre contro. La persecuzione giudiziaria nei confronti del Cavaliere e di molti dei suoi uomini, in grado di spaziare dalla collusione mafiosa alle escort, rimarr\u00e0 impressa nella Storia meno nobile di questo Paese. Non dimentichiamo il fango di grandi e ricchissimi gruppi editoriali, e nemmeno la triplice sindacale, ai tempi di Silvio assai pi\u00f9 forte rispetto ad oggi, che scioperava a prescindere di fronte ai governi di centrodestra. Con Romano Prodi e gli esecutivi ulivisti, chiss\u00e0 perch\u00e9, c\u2019era pi\u00f9 indulgenza da parte di Cgil, Cisl e Uil. Appunto, Berlusconi macinava voti, ma l\u2019azione di governo non era e non poteva essere serena. Non a caso fa un po\u2019 impressione il Berlusconi odierno, che impartisce lezioni \u201cpoliticamente corrette\u201d a Salvini. <\/p>\n<p>Venendo ai giorni nostri, proprio per quanto riguarda il leader della Lega, pare di rivivere, perlomeno nel metodo, parte di ci\u00f2 che \u00e8 gi\u00e0 accaduto attorno alla persona di Silvio Berlusconi. Matteo Salvini e il suo partito non hanno origini squisitamente liberali, n\u00e9 promettono rivoluzioni in tal senso, ma di fatto propongono, tramite flat tax ed altro, una discontinuit\u00e0 sul fronte fiscale, che si pone come alternativa alla cultura punitiva del solito Pd ed anche al malcelato odio classista del M5S. Vi sono le autonomie regionali, invise un po\u2019 a tutti. L\u2019istanza di cambiamento si fa netta se si parla di immigrazione e sicurezza. Senza entrare nel merito dei risultati concreti ottenuti finora dall\u2019azione del ministro dell\u2019Interno, \u00e8 certo che Salvini rappresenti colui che dice \u201cbasta\u201d, pur fra mille ostacoli, all\u2019immigrazione senza regole, e questo disturba moltissimo tutti coloro i quali hanno tratto vantaggio sinora, politicamente ed economicamente, dall\u2019Italia come ventre molle dell\u2019Europa.<\/p>\n<p>Quindi c\u2019\u00e8 il tentativo di affondare il personaggio Salvini, peraltro ancora in crescita elettorale, e se il siluro letale dovesse mancare l\u2019obiettivo, \u00e8 comunque pronto il disegno per ridimensionare quantomeno le ambizioni del leader del Carroccio. Insomma, qualche intimidazione qua e l\u00e0 per via giudiziaria affinch\u00e9 il ragazzo si dia una calmata e non pensi di vivere in un Paese normale, dove il consenso popolare \u00e8 sufficiente per cambiare le cose. Un po\u2019 come \u00e8 capitato a Berlusconi, passato da Reagan alle dentiere offerte dallo Stato. Non riuscirono a cancellare il Cav dalla mappa politica e dalla testa degli elettori, ma furono capaci di comprimere le potenzialit\u00e0 riformatrici del vecchio centrodestra. Ci stanno provando adesso con Matteo Salvini. La magistratura, almeno la parte deteriore di essa, \u00e8 in campo da qualche tempo ormai. I famosi 49 milioni di euro da restituire arrivano dalla gestione passata di Bossi e Belsito, ma vengono usati strumentalmente per colpire oggi Salvini. Poi il caso Siri, ovvero la vicenda di un uomo che si sarebbe venduto alla mafia per soli 30 mila euro, il che, pur nel rispetto delle indagini, non pu\u00f2 non generare qualche dubbio. Il trattamento riservato a Carola Rackete la dice lunga sull\u2019intenzione di alcune toghe di sfidare apertamente l\u2019autorit\u00e0 rappresentata dal responsabile del Viminale, a costo di premiare anche l\u2019illegalit\u00e0. In merito all\u2019affaire Lega-Russia non ci dilunghiamo (ne abbiamo gi\u00e0 parlato su Atlantico), ma almeno due aspetti devono essere sottolineati e ribaditi. In questo momento pi\u00f9 che mai, Matteo Salvini ha il dovere di chiarire ulteriormente il suo posizionamento internazionale, ma lo scandalo o presunto tale dei rubli di Putin ricorda, in piccolo, il Russiagate farlocco confezionato in America per tentare di disarcionare Donald Trump. Gli avvoltoi, attorno al piccolo Russiagate italiano, possono essere molti, e non si pu\u00f2 escludere che vi siano anche quei connazionali di Salvini che intendono abbattere o riportare a pi\u00f9 miti consigli un leader, il quale, checch\u00e9 se ne pensi, non ne ha finora sbagliata una sul piano elettorale. Con diverse grane in corso, magari ci si astiene dall\u2019avventurarsi in riforme coraggiose, come potrebbe essere quella riguardante la giustizia e la separazione delle carriere dei magistrati. Ieri Berlusconi, oggi Salvini, domani magari qualcun\u2019altro. <\/p>\n<p>Chiunque voglia cimentarsi in un cambiamento concreto di questo Paese, con l\u2019obiettivo di rimuovere in maniera liberale le tante incrostazioni stataliste e parassitarie, le rendite di posizione e l\u2019uso partigiano di poteri super partes, deve sapere sin da subito che le vittorie elettorali rappresentano solamente l\u2019inizio di una lunga e faticosa battaglia da combattere con tenacia nel lungo periodo. Costui o costei non aspetti gratificazioni nell\u2019immediato, perch\u00e9 gi\u00e0 lo stesso sistema politico-istituzionale, mai riformato a dovere, non aiuta di certo, e dal Quirinale o dal potere giudiziario possono abbattersi macigni sul potere esecutivo. Occorre essere anzitutto il pi\u00f9 possibile inattaccabili, sbarrando cos\u00ec la strada ai fabbricatori di inchieste traballanti e di fake news. \u00c8 necessario costruire una classe dirigente capace di sopravvivere al proprio leader, perch\u00e9 la sfida \u00e8 lunga e senz\u2019altro non si pu\u00f2 pensare, in questa Italia, che una pur alta percentuale in una consultazione elettorale permetta di risolvere tutto e subito. La partita del cambiamento \u00e8 impegnativa, ma non impossibile e nemmeno inutile. Se la sindacatocrazia, parte di quel blocco immobilista fautore dello status-quo, ha perso terreno, la casta delle toghe politicizzate ha ormai sciupato del tutto quel poco di verginit\u00e0 che ancora aveva. La vicenda Palamara ed altri casi, in seno al Csm, di scarsa moralit\u00e0 e di contiguit\u00e0 con il Partito democratico, ci hanno confermato come le cosiddette toghe rosse non fossero soltanto un\u2019invenzione berlusconiana.  <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non possiamo fare nostra la celebre frase \u201cgovernare gli italiani non \u00e8 difficile, \u00e8 inutile\u201d, attribuita tanto a Giovanni Giolitti quanto a Benito Mussolini. Perch\u00e9 altrimenti dovremmo smettere di interessarci alle vicende politiche di questo Paese e lasciare perdere qualsiasi auspicio per il futuro. Non avrebbe senso continuare a consumare ulteriori energie. 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