{"id":1132,"date":"2020-09-24T15:13:16","date_gmt":"2020-09-24T13:13:16","guid":{"rendered":"https:\/\/pietrozanantoni.it\/?p=1132"},"modified":"2020-12-29T12:39:53","modified_gmt":"2020-12-29T11:39:53","slug":"cosa-manca-al-centrodesta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pietrozanantoni.it\/?p=1132","title":{"rendered":"cosa manca al centrodesta"},"content":{"rendered":"<p>Dal sito nicolaporro.it<\/p>\n<p>Ma cosa volete da Matteo Salvini e Giorgia Meloni? Uno ha preso un partito al 4 per cento, in crisi politica e di identit\u00e0, e lo ha portato stabilmente al 25-26 per cento nazionale, l\u2019altra ha inventato una forza politica portandola in pochi anni al 15-16 per cento, oltre i traguardi elettorali della vecchia Alleanza Nazionale. Insieme, rappresentano un\u2019area superiore al 40 per cento e governano (con FI) in 15 regioni su 20.<\/p>\n<p>A fare gli incontentabili, si potrebbe osservare (ma non sono mica cose che si costruiscono a tavolino) che sarebbe loro interesse differenziare un po\u2019 le rispettive offerte politiche, ad esempio recuperando (Lega) un pi\u00f9 forte accento nordista-autonomista e rilanciando (Fdi) la capacit\u00e0 di An di pesare al Sud. Al contrario, la sensazione \u00e8 che ormai, politologicamente parlando, Lega e Fdi siano due partiti catch-all, capaci di prendere voti in tante direzioni, e non cos\u00ec evidentemente differenti tra loro, con ci\u00f2 alimentando il \u201crischio\u201d di un voto per tanti versi confinante e perfino intercambiabile.<\/p>\n<p>Questione non piccola da risolvere, che certamente pu\u00f2 alimentare una competizione anche spigolosa: ma in ogni caso si tratta di due partiti forti, in salute, destinati a durare e a consolidarsi ulteriormente.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 rimproverare a loro ci\u00f2 che altri avrebbero dovuto fare e curare, e cio\u00e8 predisporre un altro pezzo di offerta politica nel centrodestra, che di tutta evidenza Forza Italia non \u00e8 in grado di soddisfare.<\/p>\n<p>Il punto, infatti, non \u00e8 la necessit\u00e0 di una componente \u201cmoderata\u201d (aggettivo che non sembra voler dire moltissimo), e meno che mai di qualcuno che auspichi a destra cedimenti eurolirici. Al contrario, servirebbe una componente combattiva, conservatrice e libertaria, euroscettica in nome del mercato, orientata alla battaglia senza quartiere pro-impresa e anti tasse, vocata alla difesa dell\u2019individuo contro le prepotenze statali e burocratiche. Capace di fare di questi temi non l\u2019ultimo punto in ordine di importanza nel proprio menu politico, ma la prima e quasi ossessiva priorit\u00e0.<\/p>\n<p>Con una battuta, si potrebbe dire che manca \u201cClint Eastwood\u201d: manca un pezzo di destra che anteponga la libert\u00e0 ad altri valori, che si rivolga ad elettori \u2013 come gli altri dell\u2019attuale centrodestra \u2013 radicalmente antisinistra, e tuttavia inquieti per la sorte della libert\u00e0 nel nostro tempo, sempre pi\u00f9 spesso sacrificata e sacrificabile in nome dell\u2019emergenza.<\/p>\n<p>Si pensi alla vicenda Covid, nella quale (anche per ragioni comprensibilissime, a partire dal timore di una ingiusta criminalizzazione morale) l\u2019opposizione italiana \u00e8 stata fin troppo condiscendente verso la gestione opaca di Conte e del suo lockdown ammazza-economia.<\/p>\n<p>Come si fa? Come si d\u00e0 corpo a questa sensibilit\u00e0 accanto alle attuali forze di centrodestra? Forse \u00e8 troppo banale pensare a una terza lista, oltre a una Fi la cui performance \u00e8 inevitabilmente incerta in futuro. Pu\u00f2 darsi \u2013 seconda ipotesi \u2013 che di questa esigenza politica si facciano carico Salvini e Meloni, valorizzando alcune aree culturali, dando cittadinanza e visibilit\u00e0 ad alcune battaglie, rivedendo il paniere della loro offerta politica.<\/p>\n<p>Esisterebbe anche una terza ipotesi, ad avviso di chi scrive la migliore in assoluto. Anche se, con realismo, so che \u00e8 sgradita a quasi tutti, vuoi per il legittimo orgoglio delle forze oggi esistenti, vuoi per le sciagurate sirene proporzionaliste il cui canto affascina larga parte dell\u2019emiciclo parlamentare.<\/p>\n<p>Si tratterebbe \u2013 contro tutto questo \u2013 di riconcepire tutta l\u2019offerta politica di centrodestra, puntare su un partito repubblicano sul modello Usa (in cui tante culture e sensibilit\u00e0 si sentano a casa propria), portando la competizione politica e la coesistenza di spinte anche diverse sotto un\u2019unica immensa tenda, e facendo sapere a tutta la mezza Italia (ben pi\u00f9 di mezza) non comunista, non di sinistra, non tassatrice, non burocratica, che quello \u00e8 il campo di riferimento.<\/p>\n<p>Sono solo appunti per una riflessione costruttiva. Salvini, Meloni e i loro elettori non diano retta alle prefiche interessate che, sui giornali di oggi, si vestono a lutto per un inesistente funerale del centrodestra. Paradosso curioso: siccome stavolta il Pd ha perso meno di altre volte, c\u2019\u00e8 anche chi lo presenta come il vincitore della partita. Giravolta surreale. Ci\u00f2 detto, per\u00f2, i leader dell\u2019attuale centrodestra e chi si sente loro vicino non sottovaluti il problema: manca qualcosa, e non si pu\u00f2 far finta di nulla.<\/p>\n<p>Condividi:<br \/>\nFai clic qui per condividere su Twitter (Si apre in una nuova finestra)Fai clic per condividere su Facebook (Si apre in una nuova finestra)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal sito nicolaporro.it Ma cosa volete da Matteo Salvini e Giorgia Meloni? 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