{"id":1154,"date":"2021-01-05T13:11:59","date_gmt":"2021-01-05T12:11:59","guid":{"rendered":"https:\/\/pietrozanantoni.it\/?p=1154"},"modified":"2021-01-05T13:11:59","modified_gmt":"2021-01-05T12:11:59","slug":"cosa-sono-e-come-funzionano-i-vaccini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pietrozanantoni.it\/?p=1154","title":{"rendered":"Cosa sono e come funzionano i vaccini"},"content":{"rendered":"<p>Cosa sono e come funzionano i vaccini<br \/>\nI vaccini sono preparati biologici costituiti da microrganismi uccisi o attenuati, oppure da alcuni loro antigeni, o da sostanze prodotte dai microorganismi e rese sicure (come ad esempio il tossoide tetanico che deriva dal trattamento della tossina tetanica) oppure, ancora, da proteine ottenute con tecniche di ingegneria genetica. Generalmente i vaccini contengono anche acqua sterile (o una soluzione fisiologica a base salina) e alcuni possono contenere, in piccole quantit\u00e0, anche un adiuvante per migliorare la risposta del sistema immunitario, un conservante (o un antibiotico) per prevenire la contaminazione del vaccino da parte di batteri, qualche stabilizzante per mantenere inalterate le propriet\u00e0 del vaccino durante lo stoccaggio.<\/p>\n<p>Esistono varie tipologie di vaccino:<br \/>\n\u2022 vaccini vivi attenuati (come per morbillo, rosolia, parotite, varicella, febbre gialla e tubercolosi): prodotti a partire da agenti infettivi resi non patogeni<br \/>\n\u2022 vaccini inattivati (come per l\u2019epatite A, la poliomielite e l\u2019antinfluenzale split): prodotti utilizzando virus o batteri uccisi tramite esposizione al calore oppure con sostanze chimiche<br \/>\n\u2022 vaccini ad antigeni purificati (come per la pertosse acellulare, l\u2019antimeningococco e l\u2019antinfluenzale a sub-unit\u00e0): prodotti attraverso raffinate tecniche di purificazione delle componenti batteriche o virali<br \/>\n\u2022 vaccini ad anatossine (come per tetano e difterite): prodotti utilizzando molecole provenienti dall\u2019agente infettivo, non in grado di provocare la malattia ma sufficienti ad attivare le difese immunitarie dell\u2019organismo<br \/>\n\u2022 vaccini a Dna ricombinante (come per epatite B e meningococco B): prodotti clonando e producendo una grande quantit\u00e0 di un determinato antigene.<br \/>\nCome funzionano i vaccini<br \/>\nUna volta somministrati, i vaccini simulano il primo contatto con l\u2019agente infettivo evocando una risposta immunologica (immunit\u00e0 umorale e cellulare) simile a quella causata dall\u2019infezione naturale, senza per\u00f2 causare la malattia e le sue complicanze. Il principio alla base di questo meccanismo \u00e8 la memoria immunologica: la capacit\u00e0 del sistema immunitario di ricordare quali microrganismi estranei hanno attaccato il nostro organismo in passato e di rispondere velocemente (l\u2019assenza di una memoria immunologica \u00e8 il motivo per cui i bambini piccoli vanno incontro alle malattie infettive pi\u00f9 frequentemente dell\u2019adulto). Senza le vaccinazioni, il nostro corpo pu\u00f2 impiegare anche due settimane di tempo per produrre una quantit\u00e0 di anticorpi sufficiente a contrastare l\u2019invasore. Un intervallo di tempo durante il quale il microrganismo pu\u00f2 causare danni al nostro organismo.<\/p>\n<p>Per alcuni vaccini \u00e8 necessario fare dei richiami, ovvero delle somministrazioni ripetute pi\u00f9 volte a distanza di tempo.<\/p>\n<p>Nonostante la vaccinazione sia per definizione un intervento preventivo che quindi va effettuato prima dell\u2019esposizione all\u2019agente infettivo, in alcuni casi pu\u00f2 essere utilizzata anche a esposizione avvenuta e prende il nome di \u201cprofilassi postesposizione\u201d. Un esempio \u00e8 la vaccinazione contro la rabbia effettuata a soggetti che siano stati morsi o siano entrati in contatto con un animale rabbico (questo perch\u00e9 il virus della rabbia necessita di un certo tempo per raggiungere il sistema nervoso e causare i sintomi della malattia, tempo durante il quale il vaccino \u00e8 in grado di stimolare una risposta immunitaria che elimina il virus prima che la malattia si manifesti). Anche le vaccinazioni contro morbillo e varicella possono essere efficaci dopo l\u2019esposizione all\u2019infezione: il vaccino contro il morbillo, se somministrato entro 72 ore dall\u2019esposizione, pu\u00f2 prevenire la malattia o ridurre la gravit\u00e0 dei sintomi. Per quanto riguarda la varicella, gli studi finora condotti indicano che la vaccinazione sino a 5 giorni dopo l\u2019esposizione al virus \u00e8 utile per prevenire la malattia o ridurne la gravit\u00e0.<\/p>\n<p>Il virus influenzale merita una menzione a parte perch\u00e9 il virus cambia ogni anno e quindi la composizione del vaccino antinfluenzale viene decisa, su indicazione dell\u2019Organizzazione mondiale della sanit\u00e0 (Oms), in base ai ceppi che si prevede circoleranno maggiormente durante il periodo invernale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cosa sono e come funzionano i vaccini I vaccini sono preparati biologici costituiti da microrganismi uccisi o attenuati, oppure da alcuni loro antigeni, o da sostanze prodotte dai microorganismi e rese sicure (come ad esempio il tossoide tetanico che deriva dal trattamento della tossina tetanica) oppure, ancora, da proteine ottenute con tecniche di ingegneria genetica. 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