{"id":1275,"date":"2022-02-21T11:36:09","date_gmt":"2022-02-21T10:36:09","guid":{"rendered":"https:\/\/pietrozanantoni.it\/?p=1275"},"modified":"2022-02-21T11:41:47","modified_gmt":"2022-02-21T10:41:47","slug":"diritti-lgbt-con-benefici-ma-il-prezzo-da-pagare-per-essere-etero-al-giorno-doggi-e-alto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pietrozanantoni.it\/?p=1275","title":{"rendered":"Diritti LGBT con benefici, ma il \u201cprezzo\u201d da pagare per essere etero al giorno d&#8217;oggi \u00e8 alto"},"content":{"rendered":"\n<p>In Svizzera \u00e8 in vigore una legge molto simile alla cosiddetta \u201cLegge Zan\u201d, che in Italia, fortunatamente, non \u00e8 stata approvata.<br>Nelle intenzioni dei proponenti si tratterebbe, tra l\u2019altro, di garantire il diritto di ognuno a decidere quale sia il proprio sesso, indipendentemente dagli attributi sessuali presenti sul suo corpo. In altre parole: per ognuno, secondo la legge svizzera e la Zan (se fosse stata approvata) \u00e8 sufficiente dichiararsi maschio o femmina, o nessuno dei due, per ottenerne il riconoscimento ufficiale.<br>Prendendo alla lettera la legge in vigore, un cittadino svizzero, fino a quel momento riconosciuto come appartenente al sesso maschile, si \u00e8 presentato nell\u2019ufficio comunale di competenza e ha dichiarato di \u201csentirsi\u201d donna. Ha chiesto, di conseguenza, che siano modificati, in tale direzione, tutti i documenti ufficiali che lo riguardano. Dopo un colloquio di soli dieci minuti con l\u2019ufficiale di stato civile, ha ottenuto quanto richiesto e da \u201cHerr\u201d Helmut \u00e8 diventato \u201cFrau\u201d Hannelise (i nomi sono di fantasia). Per rispetto della privacy, a chi lo interrogava era proibito chiedere se si fosse sottoposto a un\u2019operazione chirurgica per il cambio di sesso oppure se avesse intenzione di farlo in futuro: la semplice dichiarazione dell\u2019interessato sul suo appartenere a un sesso o a un altro doveva e &#8220;deve&#8221; bastare.<br>Pochi giorni dopo, confidandosi con i parenti, l\u2019ex-signor Helmut, ormai vicino all\u2019et\u00e0 della pensione, ha confessato che l\u2019unico scopo della decisione assunta consisteva nel fatto che, secondo le normative svizzere, le donne possono cominciare a godere del trattamento pensionistico a 64 anni, mentre per gli uomini il diritto scatta a 65. Diventando \u201cdonna\u201d, poteva cos\u00ec anticipare di dodici mesi il percepimento di quanto dovutogli.<br>Il mondo anglosassone, si sa, in molte cose si ritiene \u201cpi\u00f9 avanti\u201d di noi poveri europei e la dimostrazione diventa evidente dalla loro introduzione nell\u2019uso quotidiano della punibilit\u00e0 del reato di \u201csexual harassment\u201d. Il principio prevede anche che un qualunque complimento non esplicitamente richiesto, se rivolto a persona dell\u2019altro sesso (ma distinguono ancora i sessi? Che retrogradi!), \u00e8 proibito, poich\u00e9 ogni parola elogiativa pu\u00f2 subdolamente sottendere una richiesta di favori sessuali. In Europa, per\u00f2, c\u2019\u00e8 qualche paese che \u00e8 perfino molto pi\u00f9 \u201cprogressista\u201d degli anglosassoni. Parlo della Svezia, dove si stanno facendo enormi passi in avanti verso una fantastica modernit\u00e0: al confronto, perfino gli svizzeri sembrano arretrati. Nella lingua svedese, in uso fino a pochi anni orsono esistevano due termini diversi per parlare di uomo o donna. Pi\u00f9 precisamente, quando si parlava di un uomo declinando la terza persona si usava il termine Han (egli &#8211; lui), nel caso di donna la parola era Hon (ella &#8211; lei). I progressisti svedesi, e specificamente i giornalisti \u201cdi sinistra\u201d, non usano pi\u00f9 quest\u2019antiquata distinzione e hanno coniato un terzo pronome: Hen (?). Purtroppo, anche nel progredito mondo svedese esiste qualche retrogrado che non ha capito lo spirito dei tempi. Un professore di media superiore si \u00e8, infatti, rifiutato di chiamare con l\u2019appellativo di Hen una ragazza che invece lo pretendeva. Dopo la denuncia avanzata alle autorit\u00e0 scolastiche, quel professore di chiara mentalit\u00e0 vetusta \u00e8 stato licenziato dal suo posto di lavoro e la scuola, che probabilmente si rivarr\u00e0 su d lui, pagher\u00e0 alla famiglia della ragazza una cifra che si aggira attorno ai 15.000 euro.<br>Un amico svedese, probabilmente antiquato come il sottoscritto, mi ha detto di auspicare che il fatto possa far nascere un qualche dibattito nella societ\u00e0 svedese, ma, personalmente, dispera che accadr\u00e0.<br>\u00c8 incredibile doverlo ammettere, ma casi come quelli appena citati sono sempre pi\u00f9 numerosi nelle nostre societ\u00e0 \u201cevolute\u201d e, a questo punto, \u00e8 stato un miracolo che il Parlamento italiano abbia avuto il coraggio di non approvare una legge come la Zan. E lo ha fatto nonostante tutto il can-can che i media \u201cprogressisti\u201d e qualche personaggio pubblico desideroso di mostrarsi \u201cal passo con i tempi\u201d hanno inscenato.<br>Nessuna persona di buon senso discute che omosessuali, transessuali e i (rari) ermafroditi siano cittadini degni di rispetto come tutti gli altri e che le discriminazioni vadano perseguite. Tuttavia, una cosa \u00e8 riconoscere il diritto di ciascuno di amare chi preferisce e come vuole, un\u2019altra \u00e8 negare che in natura esistano il sesso maschile e quello femminile. Pensare, e addirittura cercare, di imporre a tutti che tale distinzione non debba esistere \u00e8 semplicemente ridicolo.<br>Tratto da Sputnik firmato Mario Sommossa<br><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Svizzera \u00e8 in vigore una legge molto simile alla cosiddetta \u201cLegge Zan\u201d, che in Italia, fortunatamente, non \u00e8 stata approvata.Nelle intenzioni dei proponenti si tratterebbe, tra l\u2019altro, di garantire il diritto di ognuno a decidere quale sia il proprio sesso, indipendentemente dagli attributi sessuali presenti sul suo corpo. 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