{"id":1295,"date":"2022-04-01T12:41:02","date_gmt":"2022-04-01T10:41:02","guid":{"rendered":"https:\/\/pietrozanantoni.it\/?p=1295"},"modified":"2022-04-01T12:41:03","modified_gmt":"2022-04-01T10:41:03","slug":"la-buona-destra-e-la-cultura-per-scrivere-il-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pietrozanantoni.it\/?p=1295","title":{"rendered":"La Buona Destra e la cultura, per scrivere il futuro"},"content":{"rendered":"\n<p>Investire sulla formazione e sulla preparazione culturale dei cittadini \u00e8 il minimo sindacale per uno stato che si voglia davvero dire democratico e che voglia puntare ad una classe dirigente adeguata alle sfide della modernit\u00e0. Eppure in Italia i livelli di istruzione medi sono tra i pi\u00f9 bassi d\u2019Europa, con 4 italiani su 10 senza diploma con meno di 1 su 6 che ha conseguito la laurea.<br><br>Quello che non \u00e8 chiaro a chi governa \u00e8 che il declino dell\u2019istruzione mette a rischio la stessa tenuta democratica del Paese, alle prese con una deriva populista che non ha precedenti e che si nutre di scarsa cultura. La politica italiana \u00e8 ormai priva di gerarchie valoriali, bloccata sulla contrapposizione dialettica, amplificata dai social, tra \u00e9lite e popolo. Niente pi\u00f9 limiti, morale, cultura, civilt\u00e0, gerarchia, etica, solo la forsennata rincorsa di un consenso malato di presentismo, di un nichilismo senza passato e senza futuro.<br><br>Una buona destra per poter governare una comunit\u00e0 delusa verso un nuovo rinascimento politico, sociale e culturale ha bisogno di una classe dirigente composta dalle espressioni migliori della societ\u00e0. Senza tanti giri di parole, alla politica italiana, e soprattutto ad una buona destra, serve un ritorno alle \u00e9lite, perch\u00e9 una societ\u00e0 che funziona deve essere in grado di scegliere tra il giusto e lo sbagliato, tra il bello e il brutto, tra i sentimenti peggiori dell\u2019animo umano e i migliori.<br><br>Serve una politica aristocratica, per merito e non per sangue, per uscire dal gregge e non per restarci dentro. Serve anzi una democrazia aristocratica, laica, liberale, in grado di formare e scegliere i migliori attraverso un fondamentale mix tra buona scuola e buone regole. Pi\u00f9 il paese investe nel sistema scolastico pi\u00f9 i cittadini avranno gli strumenti culturali per scegliere bene; pi\u00f9 la forma di governo esalter\u00e0 le responsabilit\u00e0 pi\u00f9 i politici sentiranno il dovere di ritornare a essere migliori. Se oggi anche i dati sull\u2019istruzione sono cos\u00ec sconfortanti, se viviamo in una societ\u00e0 appiattita dalla vulgata populista, \u00e8 perch\u00e9 in Italia le \u00e9lite hanno abdicato al loro ruolo di guida, rinunciando a credere nella politica e assuefacendosi alla globalizzazione e al liberismo come uniche prospettive. L\u2019\u00e9lite ha voluto credere che non ci fosse alternativa a tutto questo senza rendersi conto che se non c\u2019\u00e8 alternativa non c\u2019\u00e8 nemmeno bisogno di una guida, di una leadership, di qualcuno che prenda le decisioni.<br><br>Non esistono pi\u00f9 in Italia oggi \u00e9lite che rappresentino un\u2019aristocrazia del merito? Forse. E allora bisogna attivarsi per crearne delle nuove. Come? Con talento e impegno, con la volont\u00e0 di mettere la propria qualit\u00e0 al servizio dell\u2019impegno civile, superando, soprattutto a destra e da destra, la visione di amministratori della cosa pubblica scelti per<br>censo, per privilegio di classe o di partito, per baronia, familismo o clientelismo.<br><br>Bisogna investire in cultura, educazione, ricerca, universit\u00e0. Se ha sul serio a cuore il benessere della comunit\u00e0, una buona destra ha il dovere di fare quello che quasi tutti i paesi occidentali hanno continuato a fare: costruire scuole, teatri, cinema, universit\u00e0, campus, musei; investire molto pi\u00f9 di quel che l\u2019Italia fa nelle cattedrali (materiali e immateriali) culturali; rilanciare quella grande tradizione rinascimentale che ha saputo gettare la basi della modernit\u00e0. Scommettere, insomma, nella formazione in tutte le sue possibili declinazioni:<br>scolastica, sociale, professionale, tecnica,<br><br>Investire sulla formazione e sulla preparazione culturale dei cittadini \u00e8 il minimo sindacale per uno stato che si voglia davvero dire democratico e che voglia puntare ad una classe dirigente adeguata alle sfide della modernit\u00e0. Eppure in Italia i livelli di istruzione medi sono tra i pi\u00f9 bassi d\u2019Europa, con 4 italiani su 10 senza diploma con meno di 1 su 6 che ha conseguito la laurea.<br><br>Quello che non \u00e8 chiaro a chi governa \u00e8 che il declino dell\u2019istruzione mette a rischio la stessa tenuta democratica del Paese, alle prese con una deriva populista che non ha precedenti e che si nutre di scarsa cultura. La politica italiana \u00e8 ormai priva di gerarchie valoriali, bloccata sulla contrapposizione dialettica, amplificata dai social, tra \u00e9lite e popolo. Niente pi\u00f9 limiti, morale, cultura, civilt\u00e0, gerarchia, etica, solo la forsennata rincorsa di un consenso malato di presentismo, di un nichilismo senza passato e senza futuro.<br><br>Una buona destra per poter governare una comunit\u00e0 delusa verso un nuovo rinascimento politico, sociale e culturale ha bisogno di una classe dirigente composta dalle espressioni migliori della societ\u00e0. Senza tanti giri di parole, alla politica italiana, e soprattutto ad una buona destra, serve un ritorno alle \u00e9lite, perch\u00e9 una societ\u00e0 che funziona deve essere in grado di scegliere tra il giusto e lo sbagliato, tra il bello e il brutto, tra i sentimenti peggiori dell\u2019animo umano e i migliori.<br><br>Serve una politica aristocratica, per merito e non per sangue, per uscire dal gregge e non per restarci dentro. Serve anzi una democrazia aristocratica, laica, liberale, in grado di formare e scegliere i migliori attraverso un fondamentale mix tra buona scuola e buone regole. Pi\u00f9 il paese investe nel sistema scolastico pi\u00f9 i cittadini avranno gli strumenti culturali per scegliere bene; pi\u00f9 la forma di governo esalter\u00e0 le responsabilit\u00e0 pi\u00f9 i politici sentiranno il dovere di ritornare a essere migliori. Se oggi anche i dati sull\u2019istruzione sono cos\u00ec sconfortanti, se viviamo in una societ\u00e0 appiattita dalla vulgata populista, \u00e8 perch\u00e9 in Italia le \u00e9lite hanno abdicato al loro ruolo di guida, rinunciando a credere nella politica e assuefacendosi alla globalizzazione e al liberismo come uniche prospettive. L\u2019\u00e9lite ha voluto credere che non ci fosse alternativa a tutto questo senza rendersi conto che se non c\u2019\u00e8 alternativa non c\u2019\u00e8 nemmeno bisogno di una guida, di una leadership, di qualcuno che prenda le decisioni.<br><br>Non esistono pi\u00f9 in Italia oggi \u00e9lite che rappresentino un\u2019aristocrazia del merito? Forse. E allora bisogna attivarsi per crearne delle nuove. Come? Con talento e impegno, con la volont\u00e0 di mettere la propria qualit\u00e0 al servizio dell\u2019impegno civile, superando, soprattutto a destra e da destra, la visione di amministratori della cosa pubblica scelti per<br>censo, per privilegio di classe o di partito, per baronia, familismo o clientelismo.<br><br>Bisogna investire in cultura, educazione, ricerca, universit\u00e0. Se ha sul serio a cuore il benessere della comunit\u00e0, una buona destra ha il dovere di fare quello che quasi tutti i paesi occidentali hanno continuato a fare: costruire scuole, teatri, cinema, universit\u00e0, campus, musei; investire molto pi\u00f9 di quel che l\u2019Italia fa nelle cattedrali (materiali e immateriali) culturali; rilanciare quella grande tradizione rinascimentale che ha saputo gettare la basi della modernit\u00e0. Scommettere, insomma, nella formazione in tutte le sue possibili declinazioni: scolastica, sociale, professionale, tecnica, scientifica, umanistica. E, ovviamente, politica.<br><br>scientifica, umanistica. E, ovviamente, politica.<br><br><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Investire sulla formazione e sulla preparazione culturale dei cittadini \u00e8 il minimo sindacale per uno stato che si voglia davvero dire democratico e che voglia puntare ad una classe dirigente adeguata alle sfide della modernit\u00e0. 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