{"id":974,"date":"2019-01-25T12:26:17","date_gmt":"2019-01-25T11:26:17","guid":{"rendered":"https:\/\/pietrozanantoni.it\/?p=974"},"modified":"2019-01-25T12:26:17","modified_gmt":"2019-01-25T11:26:17","slug":"lettera-agli-italiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pietrozanantoni.it\/?p=974","title":{"rendered":"Lettera agli Italiani"},"content":{"rendered":"<p>Lettera agli italiani<br \/>\nOPINIONI<\/p>\n<p>Mario Sommossa da: Sputnik<br \/>\nIl forte consenso popolare che sembra circondare l\u2019attuale governo \u00e8 quasi unico in Europa, venendo dopo soltanto quello maltese. Questo non vuol dire, tuttavia, che la presente coalizione possa durare a lungo.<br \/>\nIpotizzare i cinque anni, come fa Salvini, \u00e8 utile per tranquillizzare i sostenitori pi\u00f9 speranzosi e per tacitare giornalisti e mercati, ma agli occhi di tutti gli osservatori meno sprovveduti \u00e8 ben lontano dall&#8217;essere una certezza. Non sono soltanto le divisioni interne alla maggioranza in merito a infrastrutture, perforazioni, migranti e quant&#8217;altro. Il rischio pi\u00f9 grave che pentastellati e leghisti corrono \u00e8 la crisi economica che non d\u00e0 cenno di finire e che rischia di peggiorare ulteriormente. La Banca d&#8217;Italia ha avvertito che, salvo imprevedibili e improbabili fatti nuovi, la crescita prevista per il prossimo anno sar\u00e0 poco pi\u00f9 della met\u00e0 di quanto previsto in precedenza. Non si tratta di numeri senza conseguenze: tutta la legge finanziaria appena approvata si basa su entrate calcolate su di una possibile crescita attorno all&#8217;uno percento. Nel caso di una crescita pi\u00f9 piccola le entrate saranno minori e i conti non torneranno. Sar\u00e0 allora necessario decidere se ridurre le spese (quali? ecco un altro possibile dissidio interno al Governo) o aumentare le tasse.<br \/>\nCertamente, almeno fino alle elezioni europee, n\u00e9 i Cinque Stelle n\u00e9 la Lega vorranno prendere una decisione almeno per cercare di salvaguardare il credito popolare di cui ancora godono. Naturalmente ci\u00f2 accadr\u00e0 se la crisi non esploder\u00e0 in maniera pi\u00f9 virulenta del previsto perch\u00e9, se cos\u00ec fosse, sar\u00e0 impossibile far finta di niente e salteranno gli equilibri politici, con probabile rottura anticipata dell&#8217;alleanza.<br \/>\nTutti i cittadini, compreso il sottoscritto, sperano che le previsioni negative siano smentite dai fatti Auspicano, seppur senza contarci troppo, che il cosiddetto &#8220;reddito di cittadinanza&#8221; (che in realt\u00e0 non lo \u00e8 affatto poich\u00e9 si limita a elargire un piccolo contributo ai bisognosi, veri o presunti) svolga realmente quell&#8217;effetto di moltiplicatore dei consumi augurato dai suoi proponenti. Purtroppo, anche chi se lo aspetta non sembra esserne tanto convinto, visto che perfino chi ha risparmi da parte preferisce, prudentemente, non spenderli e tenerli dormienti nei conti correnti.<br \/>\nE&#8217; pure vero che tutte le grandi economie stanno soffrendo e ne hanno pi\u00f9 di una ragione: le guerre commerciali innescate da Trump, la Brexit, le tensioni internazionali che hanno re-innescato la corsa agli armamenti e fanno temere lo scoppio di una nuova guerra che coinvolga anche l&#8217;Europa. Occorre per\u00f2 sottolineare che, almeno per il momento, noi stiamo per affrontare una possibile &#8220;recessione&#8221; mentre Germania e Francia soffrono soltanto di &#8220;stagnazione&#8221;. In altre parole, da noi l&#8217;economia cala, dagli altri si limita a non crescere.<br \/>\nNonostante l&#8217;attuale Governo sia composto in prevalenza da persone senza esperienze precedenti e che non danno l&#8217;idea di sapere dove andare o cosa realisticamente fare del nostro Paese, non si possono attribuire a loro tutte le cause dell&#8217;attuale situazione. La mancata crescita della nostra economia era cominciata gi\u00e0 molti anni fa, anche quando al Governo c&#8217;erano i &#8220;competenti&#8221;. Perfino prima del famigerato 2007, mentre altri Paesi aumentavano il loro benessere generale, noi si sopravviveva di rendita sul passato, con tassi di crescita molto pi\u00f9 bassi dei nostri diretti concorrenti. La colpa non \u00e8 certo da imputarsi all&#8217;Euro, come qualcuno accusa, perch\u00e9, nonostante i danni che ci ha arrecato (ma anche il beneficio di ridurre i nostri tassi d&#8217;interesse) le nostre esportazioni hanno continuato a crescere dimostrando che chi ci sapeva fare poteva, comunque, restare competitivo. Neanche all&#8217;Europa in quanto tale si possono addebitare le nostre disgrazie perch\u00e9, di l\u00e0 dal fatto che continua a rappresentare di gran lunga il nostro principale mercato di sbocco grazie all&#8217;assenza di dazi e frontiere, quel poco di voce che ancora abbiamo nel mondo ci deriva soltanto dall&#8217;esserne membri.<br \/>\nDove stanno allora i nostri problemi? Ahim\u00e8! Stanno proprio in noi stessi. Stanno nelle nostre leggi, pletoriche, eccessive, complicate nella loro stesura e nella loro applicazione. Stanno in quella cultura che non ha saputo e voluto premiare chi fa impresa e vede gli imprenditori piuttosto quali speculatori invece che come creatori di lavoro e di ricchezza. Stanno nella diffusa certezza di avere diritti e negligere i doveri. Stanno nel ricercare, da parte di molti, i propri guadagni nella finanza e non nell&#8217;economia. Stanno in una giustizia inefficiente, incredibilmente lunga nei suoi tempi fino al punto da scoraggiare chi \u00e8 in buona fede e incoraggiare i mascalzoni. Stanno nel buonismo di tutti coloro che sono pronti a dissociarsi perfino dalla realt\u00e0 pur di apparire &#8220;accoglienti&#8221; e &#8220;buoni&#8221; (vedi la questione migranti). Stanno in sindacati che conoscono solo la difesa corporativa, dimenticano i non tutelati e proteggono i lazzaroni allo stesso modo dei lavoratori volonterosi. Stanno nelle scelte elettorali di politici demagoghi, bugiardi, incompetenti, deboli, interessati solo al proprio &#8220;particulare&#8221;. Stanno nel fatto che noi italiani riscopriamo il nostro essere patrioti solo quando gioca la nazionale di calcio. E pi\u00f9 nemmeno in quelle circostanze, oramai.<br \/>\nE&#8217; vero che abbiamo un Ministro del Lavoro che non ha mai lavorato (e nemmeno ha studiato). Che il Presidente del Consiglio non aveva mai gestito nemmeno un Consiglio Comunale. Che il Ministro di Giustizia sembra un alunno svogliato che ha ancora molto da studiare. Che quello dei Trasporti \u00e8 talmente impreparato da non sapere che al Brennero non c&#8217;\u00e8 ancora un tunnel. Che il Ministro degli Interni si crede anche quello degli Esteri, si allea con i peggiori soggetti del Continente e punta a distruggere quell&#8217;Unione Europea che necessita di enormi cambiamenti ma che resta l&#8217;unica speranza (non solo per l&#8217;Italia), in un mondo globalizzato, per consentirci di non diventare marginali come, ad esempio, il Paraguay.<br \/>\nE&#8217; tutto vero ma, lo dicevamo, non \u00e8 solo colpa dei Governanti attuali perch\u00e9 i loro precedenti non avevano fatto di meglio. Purtroppo in tutta Europa non si vedono pi\u00f9 gli Schmidt, i De Gasperi, i Mitterrand, i Giscard d&#8217;Estaing, i Kohl. E nemmeno i Craxi. Abbiamo solo delle mezze figure, incapaci di guardare lontano e di trascinare con s\u00e9 i loro popoli senza limitarsi a solleticare i loro ventri.<br \/>\nSe non volgiamo fare la fine dell&#8217;Argentina, una volta potenzialmente ricca e oggi un paria nel mondo, occorre che noi italiani si capisca che il rinnovamento del Paese comincia da noi stessi, singoli cittadini. Che dobbiamo tornare a considerare l&#8217;interesse collettivo e non solo quello individuale. Che se domandiamo le riforme dobbiamo poi accettare che si facciano davvero, anche qualora intacchino il nostro personale interesse.<br \/>\nA questo punto conta poco immaginare se e quando cadr\u00e0 l&#8217;attuale Governo. Se, quando dovessimo tornare a votare, non sar\u00e0 cambiato il nostro modo di guardare la politica comune e se i politici che si proporranno saranno dello stesso livello (basso) degli attuali, niente cambier\u00e0. Continueremo, allora, a piangerci addosso, a lamentarci e cercare altri cui attribuire le cause dei nostri problemi. E tutto continuera&#8217; come prima.<br \/>\nL&#8217;opinione dell&#8217;autore pu\u00f2 non coincidere con la posizione della redazione. ( da Sputnik)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lettera agli italiani OPINIONI Mario Sommossa da: Sputnik Il forte consenso popolare che sembra circondare l\u2019attuale governo \u00e8 quasi unico in Europa, venendo dopo soltanto quello maltese. Questo non vuol dire, tuttavia, che la presente coalizione possa durare a lungo. 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