Il dott. Fossati da par suo racconta la storiella del Mago. E ripete ossessivamente le stesse cose nonostante da anni in Consiglio Comunale sull’argomento siano stati dati tutti i chiarimenti possibili e immaginabili.
Nonostante i suoi 5 anni di amministrazione (2004-2009) durante i quali la sua giunta ha passato al setaccio tutti i più importanti dossier cercando documenti che potessero essere usati contro di me, nulla è stato mai riscontrato.
Nel 2004 la prima Amministrazione Zanantoni inaugura il mercato rionale di Taccona del GIOVEDI’, mercato che i tacconesi aspettavano da anni.
La successiva giunta Fossati vuole spostare il mercato del giovedì al SABATO contro il parere delle organizzazioni degli ambulanti che di sabato vanno tradizionalmente su altre piazze (per esempio Monza).
Nel mio programma elettorale del 2009 c’è testualmente scritto che ero contro lo spostamento al sabato del mercato e che volevo rilanciare quello del giovedì.
Dato che Fossati aveva speso per le due piazze di Taccona circa € 605.000 ( via C. Marx e via Sondrio quella col muretto per intenderci ) e dato che l’ampliamento naturale del mercato sarebbe stato nella parte antistante che era stata piantumata, diversamente dalla cultura di Fossati & C, che aveva bloccato tutte le opere già iniziate dalla mia amministrazione (Fillattice, Campo di Via Primo Maggio, rotonda di Viale della Repubblica, quella del Semaforo Intelligente) ho ritenuto che fosse il caso di valorizzare il parcheggio di via Marx con lo spostamento del mercato piuttosto di spendere, per ripicca politica, altri soldi dei cittadini.
E così ho fatto!
La storia del Palazzone e del suo crollo si intreccia con l’area del parcheggio di via Marx ora utilizzata di giovedì per il mercato.
Come e perché’?
Il Palazzone di Taccona di proprietà del Sig. Zaccaria, quell’imprenditore caro alla sinistra di Muggiò, che negli anni novanta concesse una variantina all’allora Piano Regolatore, rendendo la Taccona edificabile per oltre 145.000 metri cubi, il cui principale beneficiario fu lo stesso Zaccaria che costruì ¾ di Taccona, crolla parzialmente nel dicembre 2001
Si parlò di un crollo doloso.
La mia amministrazione, forte di una perizia statica che imponeva l’abbattimento per pubblica incolumità, ordina la demolizione e nel contempo chiede alla Sovraintendenza delle Belle Arti se il bene ha imposti vincoli.
Nel frattempo la magistratura sequestra il Palazzone.
La Sovraintendenza ordina invece una messa in sicurezza conservativa e la revoca dell’ordinanza di demolizione dell’edificio.
Si apre un contenzioso tra il Comune di Muggiò, la Sovrintendenza, l’Avvocatura dello Stato e lo stesso Zaccaria.
La soprintendenza ai Beni Culturali comunica nel gennaio 2002 l’avvio del procedimento dichiarativo di interesse storico-artistico dell’immobile denominato Palazzo ex “Conti di Taccona” e nel marzo 2002 la stessa Soprintendenza, con proprio decreto sottoponeva a vincolo di tutela all’edificio.
Il Prefetto di Milano riceve le parti 4/5 volte ed elabora una via di uscita consistente in un sopralluogo congiunto tra il Comune di Muggiò e la Sovrintendenza dove viene redatta una relazione tecnica integrativa sulla stabilità dalla quale merge la possibilità di mantenimento dell’edificio mediante interventi di consolidamento.
Viene pertanto revocata l’ordinanza di demolizione per incolumità pubblica.
L’amministrazione di Muggiò da me diretta, ritenendo che davanti al Palazzone fosse meglio avere un parco giochi per i bambini, invece che due palazzine ( come suggerito dal tavolo prefettizio) rilancia proponendo una area pubblica che allora era sterrata e piena di erbacce, per la costruzione di una palazzina con box interrati, una parte dei quali sarebbero stati ceduti al comune, più una altra serie di obbligazioni favorevoli per la comunità.
Nel maggio 2003 Venne presentata dall’operatore proposta di Programma Integrato di Intervento, ma dato che le elezioni erano vicine, scegliemmo di non adottarlo ne’ in giunta ne’ in consiglio comunale, senza creare nel privato alcuna legittima aspettativa.
Se qualche cittadino comprò “ sulla carta” degli appartamenti lo fece a suo rischio e pericolo, cercando di lucrare un migliore prezzo di acquisto ma anche prendendosi il rischio di non avere l’appartamento.
Mi chiedo: ma uno compra un appartamento “sul si dice”, senza sapere se il permesso di costruire, il progetto etc. etc. hanno avuto l’approvazione dei competenti organi comunali?
E poi magari si lamenta ?
Detto cio’ come e’ andata a finire lo sappiamo tutti: cambia l’amministrazione (2004, da Zanantoni a Fossati) e viene costruita la piazza (ora del mercato del giovedì).
Per il Palazzone c’è un contenzioso tra Zaccaria , la Sovrintendenza che si trascina da anni.
E il vincolo posto dalla Sovrintendenza?
Una recente sentenza del TAR Lombardia ha accettato il ricorso presentato dal privato di eliminazione dei vincoli imposti con il Decreto della Soprintendenza del marzo 2002 cancellando ad oggi tutti i vincoli presenti sul “palazzone” con vicenda che si concluderà probabilmente davanti al Consiglio di Stato.

Caro Dott Fossati se ne faccia una ragione, i suoi progetti sono stati gia’ bocciati nelle amministrative del 2009; riproporre ora nel 2014 ,gli stessi argomenti come se nulla fosse e tacciarmi di pavoneggiamenti con ricostruzioni parziali della realta’ non le rende onore.
Ma se dell’onore non sa che farsene …..faccia come crede.

LEAVE A REPLY